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In tutte le culture d’Oriente e d’Occidente che conoscono questa istituzione, il monastero è il contesto dell’abbandono del mondo e della ricerca spirituale. Per questo i monasteri sorgevano innanzitutto in luoghi solitari, dove il diradarsi dei rapporti sociali e un più intenso contatto con la natura costituivano condizioni favorevoli alla vita contemplativa. A partire da essi rifioriva la vita sociale e culturale: così la rete dei monasteri benedettini ha posto le prime fondamenta dell’Europa, mentre quella dei monasteri buddhisti ha per molti secoli unito l’Asia. Un’esigenza culturale tra le più avvertite del nostro tempo è quella di un confronto autentico tra le culture che hanno dato forma alla vicenda umana, ma le radici di ciascuna sono nella sua tradizione religiosa. MONASTERO INTERCULTURALE vuol dire dunque riportare l’attenzione alla dimensione religiosa come costitutiva dell’essere umano; rispettando il pluralismo irriducibile del suo manifestarsi e tuttavia vedendo in essa la sorgente di ogni via culturale e storico-sociale. Vuol dire ritessere le fila di un progetto culturale che sia unito a un’esperienza personale autentica.
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